domenica 27 febbraio 2011








La Verità che stava in fonno ar pozzo
Una vorta strillò: - Correte, gente,
Chè l’acqua m’è arivata ar gargarozzo! -
La folla corse subbito
Co’ le corde e le scale: ma un Pretozzo
Trovò ch’era un affare sconveniente.
- Prima de falla uscì - dice - bisogna
Che je mettemo quarche cosa addosso
Perchè senza camicia è ‘na vergogna!
Coprimola un po’ tutti: io, come prete,
Je posso dà’ er treppizzi, ar resto poi
Ce penserete voi...
- M’assoccio volentieri a la proposta
- Disse un Ministro ch’approvò l’idea. -
Pe’ conto mio je cedo la livrea
Che Dio lo sa l’inchini che me costa;
Ma ormai solo la giacca
È l’abbito ch’attacca. -
Bastò la mossa; ognuno,
Chi più chi meno, je buttò una cosa
Pe’ vedè’ de coprilla un po’ per uno;
E er pozzo in un baleno se riempì:
Da la camicia bianca d’una sposa
A la corvatta rossa d’un tribbuno,
Da un fracche aristocratico a un cheppì.
Passata ‘na mezz’ora,
La Verità, che s’era già vestita,
S’arrampicò a la corda e sortì fôra:
Sortì fôra e cantò: - Fior de cicuta,
Ner modo che m’avete combinata
Purtroppo nun sarò riconosciuta!





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www.greenreport.it

di Eleonora Santucci



LIVORNO. E' stata confermata la condanna per Radio Vaticana. La Corte di Cassazione ha infatti ribadito la decisione dalla Corte d'Appello del Tribunale di Roma: reato di "getto pericoloso di cose" (articolo 674 Codice penale) e risarcimento ai cittadini. Non si procederà però, nei confronti dell'unico imputato superstite, il cardinale Roberto Tucci, perché il reato si è estinto.

«Ieri - dichiara il Comitato dei Comitati di Roma Nord - è stata una data storica per la giustizia italiana: la Suprema Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della Radio Vaticana». Ed aggiunge «Ogni volta che rileveremo violazioni dei limiti di legge e disturbi alla nostra vita quotidiana sporgeremo querele contro i responsabili della radio vaticana».

La questione è iniziata molti anni fa (oltre 11) quando alcuni cittadini di Cesano denunciarono la trasformazione di alcuni elettrodomestici, citofoni, lampadari in duplicatori del segnale di Radio Vaticana. A ciò si aggiunsero gli esposti da parte di chi accusava malattie provocate dal superamento dei limiti di emissione delle onde elettromagnetiche.

Nel tempo si sono infatti susseguiti due giudizi di primo grado, due pronunciamenti di secondo grado e si sono già avute quattro sentenze della Corte di Cassazione, di cui una nell'ambito del procedimento penale per omicidio plurimo colposo, per il quale il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, a seguito dei sorprendenti ed impressionanti risultati dell'indagine epidemiologica condotta in cinque anni nel territorio limitrofo agli impianti, il 13 novembre 2010 ha rinviato gli atti alla Procura della Repubblica per le conseguenti decisioni della pubblica accusa.

Gli studi hanno sottolineato che il rischio di mortalità di leucemia presenta un fattore di 4,9 volte superiore al valore atteso oltre i 12 km di distanza. In particolare lo studio di incidenza di leucemie e linfomi nei bambini da 0 a 14 anni ha dimostrato che il fattore è da 4,1 a 4,7 volte superiore al valore atteso oltre i 12 km. di distanza e fino a 6,9 volte se si considerano solo i bambini di età maggiore di un anno.

Tanto che la perizia del Tribunale di Roma ha annunciato che «l'eccesso di rischio è clamorosamente alto. ... L'effetto è molto importante e non può essere dovuto al caso... I risultati ottenuti sono assolutamente impressionanti. ... Non siamo stati in grado di trovare un fattore di causa diverso dalla Radio Vaticana. ... Non si può non pensare che lì sia successo qualcosa di importante per la vita di quelle persone, che non è spiegabile con altra causa che non siano le emissioni della Radio Vaticana. ... I risultati hanno a che fare con la dislocazione in cui queste persone hanno abitato nella loro vita e questi bambini hanno abitato nel loro periodo di vita. ... Livelli così elevati di rischio si riscontrano, nella letteratura scientifica, soltanto negli studi epidemiologici relativi alle zone che hanno subito gli effetti dell'esplosione di una bomba atomica».


Camusso: «Premier tassato al 12%
Perché nostri stipendi al 30%?»


Giustizia fiscale e sociale: l'ha chiesta la leader Cgil Susanna Camusso durante il comizio nel corso del quale ha chiesto le dimissioni di Silvio Berlusconi. «Ieri - ha sottolineato Camusso - il presidente del Consiglio ha ricevuto le cedole delle sue aziende e le ha distribuite alla sua famiglia, questo è legittimo; ma perché quei soldi sono tassati al 12% e le nostre retribuzioni al 30%? Chi è ricco continua ad arricchirsi mentre chi è povero continua a impoverirsi».

Riguardo al decreto 'mille proroghe', Camusso ha detto che «per garantire le quote latte a qualche allevatore leghista si tolgono le risorse per curare chi è malato di tumore». In questo contesto, «i diversamente abili hanno bisogno di venire in piazza per non sentirsi un peso per le loro famiglie», d'altra parte persistono «le consulenze del governo e dei Comuni che costano molto di più e non hanno nessuna efficacia per la collettività».

Intanto, ha continuato la segretaria nazionale della Cgil, «dal Consiglio dei ministri viene la necessità di mettere mano alla giustizia: processo breve, lotta alle intercettazioni, immunità, che hanno a che fare con la condizione personale del presidente del Consiglio». «Ma non c'è solo uno che difende sè stesso - ha rilevato - c'è un governo che dice che si deve abolire la libertà di stampa», mentre «la criminalità organizzata influisce sul governo e sull'economia». «L'idea è mettere il bavaglio al Paese - ha concluso - ma non ci imbavaglieranno, perchè parliamo della vita concreta delle persone».
26 febbraio 2011

lunedì 3 gennaio 2011

il gioco dell'oca di Erman Dovis

CASO BATTISTI:
FACCIAMO UN PO' D'ORDINE
pubblicata da Erman Dovis
3 gennaio 2011

Dopo anni di controversie giudiziarie,sembra finalmente conclusasi la vicenda Cesare Battisti.
l'ex appartenente ai PAC non verra' estradato,e non poteva che essere questa l'unica decisione conseguente e compiuta,in barba agli strali ed agli starnazzi di chi intende la giustizia alla maniera dei reality show,con tanto di televoto.
Battisti dunque restera' in Brasile,paese che ha mostrato una schiena diritta di fronte alle intimidazioni mafiose di un governo italiano corrotto e moralmente commissariato.
Questa decisione non permette l'uso strumentale che della vicenda si voleva fare,trasformandola cioè in una questione prettamente politica,vista la collocazione ideologica dell'ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo.una vicenda che avrebbe sdoganato ulteriormente questo centrodestra e la sua ala fascista,e che avrebbe mediaticamente appuntato l'ennesima medaglia al petto di un berlusconi fragile eppur saldo al timone,spalleggiato dai suoi cortigiani del PD.purtroppo per loro,lo stato di diritto percorre(o almeno dovrebbe) strade diverse della infima propaganda di regime.Cesare Battisti venne condannato nel 1979 grazie a leggi specialissime,che avrebbero fatto rabbrividire persino i militari argentini di quel periodo.
Per capirne la vicenda è necessario tornare indietro di oltre trentanni, comprendere il contesto in cui si svolsero i fatti di allora,la lotta armata,le profonde contraddizioni apertesi ma soprattutto la legislazione d'emergenza e le leggi speciali antiterrorismo sopracitate.i fanfaroni sostengono che il "terrorismo" venne sconfitto dalla democrazia,dalla societa' civile e dal diritto,ma sono balle colossali!una retorica davvero umiliante per ogni testa pensante:la verita' è chein quegli anni, facendo perno sulla lotta a cio' che veniva chiamato "terrorismo",si è stuprata la costituzione,violato lo stato di diritto ed istituito uno stato di polizia infame.
Il primo decreto speciale in tal senso è del 1974 ed aumento' il periodo di carcerazione preventiva estenendolo a otto anni,in barba ad ogni presunzione d'innocenza(violazione dell'art.27 della Costituzione).
Nel 1975 venne introdotto un decreto che prevedeva la possibilita' di perquisizione senza mandato del magistrato indagante(violazione art.13)ed a tutt'oggi le forze dell'ordine possono a loro discrezione decidere di fermare e perquisire chiunque senza autorizzazione.
Il Decreto interministeriale del 1977 istitui' le carceri speciali:un peggioramento drastico delle condizioni e dei regolamenti carcerari,come ad esempio la possibilita' della direzione di decidere improvvisi trasferimenti, bloccare visite familiari,o perquisizioni corporali quotidiane.una evidente negazione di ogni elementare diritto dei detenuti,ed ovviamente gli inquisiti scontavano in tale regime la carcerazione preventiva.sempre in quell'anno,la legge 534 limitò le possibilità da parte della difesa di dichiarare nullo un processo per violazione delle garanzie dell'imputato,ed il successivo Decreto Moro autorizzo' il fermo di polizia a 24 ore,rese le intercettazioni legali anche senza il permesso del magistrato ed utilizzabili in processi diversi da quelli per cui si era deciso l'uso.inoltre erano utilizzabili anche in assenza di indizi di reato,violando dunque l'articolo 15.un decreto segreto del 1978,contravvenendo l'articolo 77 della Costituzione e tenendolo nascosto al Parlamento,dava al Generale Dalla Chiesa "poteri speciali" per combattere il terrorismo.

ll decreto del 15/12/1979 (divenuto poi la LEGGE COSSIGA ), oltre a introdurre nel codice penale il famoso art. 270bis , autorizzò, per i reati di "cospirazione politica mediante associazione" e di "associazione per delinquere", il fermo di polizia preventivo della durata di 48 ore, più altre 48 ore a disposizione per giustificare il provvedimento.
Per quattro lunghi giorni un cittadino sospettato di essere in procinto di cospirare, poteva rimanere in baostaggio della polizia senza l'obbligo di informare il suo avvocato.
Durante quel periodo poteva essere interrogato e perquisito, e in molti casi si è parlato di violenze fisiche e psicologiche. Tutto questo all'art.6, una norma straordinaria della durata di un anno.

All'art.10, i termini della carcerazione preventiva per reati di terrorismo venivano estesi di un terzo per ogni grado di giudizio. In quel modo, fino alla Cassazione, si poteva arrivare a dieci anni e otto mesi di detenzione in attesa di giudizio All'art.11, si introduceva un grave elemento di retroattività della legge, ordinando di applicare i nuovi termini della carcerazione preventiva anche ai procedimenti già in corso. Il fine era chiaro: impedire che decorressero i termini, e che centinaia di sepolti vivi attendessero il giudizio a piede libero.
Ora forse ci è un pochino chiaro il quadro "giuridico" di quegli anni,e mi perdonerete l'ironia.In questo contesto,Cesare Battisti subi' una condanna nell'ambito dell'omicidio del gioielliere Torreggiani,pur non avendo egli MAI fatto parte della spedizione omicida,e nessuno ha mai asserito questo,anche se questo particolare viene costantemente eluso dai Mass Media votati alla marchetta governativa.piuttosto a Battisti si imputa un concorso morale di colpa,(per il fatto di essere militante nella organizzazione armata che partecipo' all'azione)ed anche un'empirica responsabilita' nell'organizzazione dell'attentato,molto difficile da dimostrare nell'ambito di un'istruttoria degna di questo nome.

E' bene ricordare che Battisti è stato condannato anche come esecutore delll'omicidio della guardia carceraria Antonio Santoro,del macellaio Sabbadin e dell'agente Andrea Campagna.
I Media per sfruttare l'effetto spettacolare ed emozionale del caso Torreggiani spesso tacciono sugli altri casi,che riassumiamo brevemente:la guardia Santoro sarebbe stata uccisa da Battisti sulla base delle accuse di un pentito(Mutti)che ebbe in cambio uno sconto di pena,ma il procedimento mostro' le contraddizioni di Mutti,contraddizioni talmente palesi e prove talmente evidenti da far ammettere di essere lui stesso l'autore dell'omicidio.
L'ineffabile Mutti accuso' ancora Battisti di aver ucciso Lino Sabbadin,ma venne smentito da Diego Giacomin,autoaccusatosi del crimine in collaborazione con Mutti.
L'agente Digos Campagna sarebbe stato ammazzato da Battisti nonostante anche in questa occasione ci sia un reo confesso,tal Giuseppe Memeo.da notare che persino questa condanna venne comminata sulla base delle dichiarazioni del pentito Mutti,e qui sarebbe opportuno aprire un ampio capitolo di discussione sul fenomeno del pentitismo,ma ci dilungheremmo troppo.

Dunque abbiamo analizzato il caso con particolare dovizia,tale da farci per lo meno venire qualche dubbio sulla legittimita' delle sentenze di condanna dell'ex militante dei Pac.e allora perchè questo accanimento?questa sete di "giustizia"?questa levata di scudi di destra e buona parte di sinistra?perchè si tace invece su un assassino conclamato come Delfo Zorzi e si permette ai coniugi Fioravanti di entrare nella commissione elettorale del PD del Lazio?

Il problema,come accennato prima,è chiaramente politico:Cesare Battisti paga il fatto di non essere un pentito o un dissociato in stile Faranda,che andava in tv a scherzare e giochicchiare su quegli anni con Cossiga e sostanzialmente asserisce(lei e tutti i pentiti)che gli ideali che la hanno portata a quelle devianze erano fallimentari in origine.
Battisti rivendica il suo ruolo in quel periodo ed in quel contesto storico,ma giustamente oggi ne rilegge il significato dopo trent'anni.questo atteggiamento è terribilmente fastidioso per un potere vile ipocrita e ruffiano,che vuole cancellare qualsiasi foma di opposizione persino culturale,che porta avanti un revisionismo grossolano volgare e schifoso.un potere che deve criminalizzare a prescindere qualsiasi atteggiamento,azione diretta o indiretta che abbia un richiamo in qualche modo progressista.
Qui sta il nocciolo della questione,la chiave della partita,lo snodo cruciale.nel momento di concludere queste due righe,leggo che Frattini(Ministro degli Affari Esteri attualmente in carica) e la sua allegra brigata si stracciano le vesti come fece Caifa...rido di gusto.
Trovo che il 2010 si stia chiudendo assai bene.


Maura Magdalene
‎... e bravo Erman. Mi piace molto questo post e mi trovi d'accordo.
Purtroppo siamo abituati alle manipolazioni giornalistiche e alla pseudo verità, mi rammarico di come, a distanza di trent'anni, ci sia ancora qualcuno così sicuro della c...olpevolezza di Battisti, nonostante, come tu hai ben elencato, gli indizi e le prove portino a tutt'altro.

Uno sbaglio che fece Battisti fu la sua "ingenuità", passami la parola, nel pensare che la verità stia solo da una parte e non che la verità la fanno i potenti a proprio piacimento.

Comunque è sempre esilarante vedere questi nostri politici, condannati più volte, chiedere giustizia è come vedere il lupo travestito da Cappuccetto rosso, solo che questa, purtroppo, non è una favola.

Erman Dovis

grazie Maura,e che ci vuoi fare? qui con queste vicende siamo ogni volta al punto di partenza,come al Gioco dell'oca!

sabato 6 novembre 2010

IL GIOCO DEL CERINO DEVE FINIRE OGGI!!!



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CHE SUCCEDERA' OGGI A PERUGIA?

pub.da Giacomo Salerno
Domenica 7 novembre 2010

OGGI A PERUGIA

FINI AFFONDERA' BERLUSCONI
?

di Iaia Vantaggiato,
Il Manifesto

«Non si convocano 5mila persone per lasciare tutto come era prima», garantisce un finiano doc, di quelli duri. Una sola cosa, alla vigilia della convention/battesimo del partito di Gianfranco Fini pare certa: da Perugia non arriverà nessun segnale di pace. Forse non sarà ancora la rottura conclamata.
Anche se Italo Bocchino nega e smentisce, all’interno di Futuro e Libertà la distinzione tra i falchi e le colombe c’è ancora tutta e Fini non può permettersi di perdere pezzi per la strada. Una qualche diplomazia, o più precisamente una certa ipocrisia, dovrà ancora mettere in campo.
Ma la stragrande maggioranza dei suoi seguaci vuole bruciarsi i ponti alle spalle. Si aspetta un segnale inequivocabile, e il presidente della Camera sembra determinato a offrirglielo. Difficile però indovinare oggi in quali forme si tradurrà concretamente quella «linea di demarcazione netta» che i suoi si aspettano e promettono. C’è chi, come Granata e Briguglio, suggerisce il passaggio all’appoggio esterno, il ritiro della delegazione di Fli dal governo.

Sino a ieri mattina pareva l’ipotesi più quotata, oggi sembra decaduta. Il Pdl lo prenderebbe come strappo finale, e per Fini la minaccia di perdere l’appoggio dei più influenti fra i suoi seguaci, da Silvano Moffa al capogruppo al Senato Viespoli, diventerebbe più che realistica.

Ma anche la via suggerita dall’ala più dialogante è poco praticabile. Si tratterebbe di elencare una lista precisa di proposte, in particolare sul fronte della politica economica, e subordinare all’effettiva adozione di quelle misure la sopravvivenza del governo e la sorte dei rapporti fra Fli e Pdl.
In questo caso, però, per Berlusconi sarebbe un gioco garantire il suo convinto sostegno per poi rinviare all’infinito conquistando così tempo prezioso, sino a rendere se non impossibile molto improbabile la formazione di un governo tecnico.
La mossa di Tremonti che, annunciando lo stanziamento di un miliardo per l’università e la ricerca, ha accolto in anticipo quella che certamente sarebbe stata una delle principali condizioni dei futuristi è un segnale molto chiaro in questa direzione.
Oltretutto a uscire scontenta e delusa dalle assise, in questo caso, sarebbe la platea, composta quasi tutta da amministratori locali per cui restare in mezzo al guado è molto più pericoloso di quanto non sia per i parlamentari, e che quindi spingerà con tutte le proprie forze in direzione della scelta drastica.

Per l’ennesima volta nell’arco di pochi mesi, Fini si trova di fronte a una porta molto stretta ed è probabile che lui stesso non abbia ancora preso una decisione definitiva. Ieri ha assicurato di avere le idee già chiarissime, ma ha anche aggiunto che prima di esprimerle pubblicamente, rendendole così irrevocabili, vuole ascoltare con massima attenzione il dibattito per poi «farne una sintesi».
In realtà, l’ex leader di An sa perfettamente di dover non solo trovare la sintesi tra le posizioni dei suoi ma anche sottrarsi a quel gioco del cerino che potrebbe rivelarsi fatale per la sua immagine senza in compenso danneggiare significativamente quella del secondo giocatore, Silvio Berlusconi.

Sinora è riuscito a evitare la rottura senza per questo dare l’impressione di essere un leader debole, indeciso o, peggio, ipocrita.Ma è un esercizio che diventa di passaggio in passaggio più arduo, e uscire da un’assemblea tanto solenne quanto può esserlo la fondazione di un partito limitandosi a palleggiarsi con l’ex alleato la responsabilità di aprire formalmente una crisi che nella sostanza è già spalancata potrebbe rivelarsi fatale per il suo futuro politico.
La decisione forse più gravida di conseguenze della sua vita politica, l’ex segretario del Fronte della Gioventù e poi del Msi, ex presidente di An ed ex cofondatore del Pdl la prenderà da solo, tutt’alpiù ispirato dalle note di Goffredo Mameli ma anche di Ennio Morricone e Bruce Springsteen.
E condizionato dalla richiesta di chi lo ha sin qui seguito rischiando di pagare un prezzo alto: «Il gioco del cerino deve finire domenica».


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IL BACCANALE

TORNA IN VOGA IL BACCANALE,

PIEN DI DROGA E CHIAPPE AL VENTO,

TUTTI IGNUDI NELLE SALE

E L'IMPERATORE STA CONTENTO.


E' LO STRESS CHE LO RICHIEDE,

E' NA CURA PE' LA MENTE,

PE' L'IMPEGNI A CUI PRESIEDE,

E POI SVAGASSE GIUSTAMENTE.


ER SERVIZIO E' OTTIMALE:

CARNE FRESCA DE LIVELLO,

TANTO E' MORTA LA MORALE

ACCOMPAGNATA DAR CERVELLO.


PER LA SELEZION DE' LA PIETANZA,

CH' HA DA ESSE SUCCULENTA,

L'ASSAGGIATOR CI HA GRAN COSTANZA

E NE APPARECCHIA SINO A TRENTA .


E' NA MENSA ASSAI ESCLUSIVA:

E' 'N BANCHETTO PE' TRIBUNI,

E DE QUEL CHE AVANZA LUI SE PRIVA

INGRASSANDO PURE I CENTURIONI.


LORO DE QUESTO JE SON GRATI,

SEMPRE PRONTI CON LA BIGA:

SE NELLA NOTTE SON CHIAMATI

VANNO A RACCOJE QUARCHE FIGA !!!


SON PASSATI DU' MILLENNI,

E IL FUTURO E' NEL PASSATO:

CHE SE ER VERO DA' I SUOI CENNI

TRA UN PO' AVRAN CAPITOLATO !!!!

( BRUNO PANUCCIO 07/11/2010 )

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Sunday 7 november 2010

Caro Vendola, ti scrivo
perchè credo che tu stia sbagliando
ti scrivo questa lettera per dirti, con molta umiltà e sincera stima, che la tua posizione sulla manifestazione dell'11 dicembre è sbagliata perchè, in questo momento storico, in una fase di trapasso, la gente ha bisogno di vedere una sinistra unita, una sinistra politica e non sindacale.
Sostenere le legittime richieste del sindacato, ma anche lavorando per ricostruire l'unità dei sindacati, è importante, ma noi abbiamo delegato troppo al sindacato che ha supplito alla carenza di azione di una sinistra, ancora stordita dall'effetto annichilimento, ben oltre i suoi compiti.

E' giusto andare alla manifestazione del sindacato, ma sono convinto che sia più importante andare alla manifestazione dell'11 novembre.

Quando dici che voi non andrete alla manifestazione dell'11 dicembre cosa intendevi, hai già riunito gli organismi del partito e discusso con loro?
Parli, esprimendo una tua posizione personale?
Di certo non parli a mio nome, perchè non ho sentito che ci fosse un dibattito nel partito. Non è che stai pensando a un tuo partito privato, incentrato sulla tua personalità, perchè questa strada non porta a nulla.

C'è una manifestazione che il più grande partito dell'opposizione, parlamentare e non, ha lanciato, un partito con il quale pensi di fare un'alleanza chiedendogli, anzi imponendogli, di partecipare alle primarie per guidare l'alleanza e poi quando questo lancia una grande manifestazione che fai, ti tiri indietro?
Caro Vichi, se il problema è che non sei stato consultato allora rivolgi una protesta alla segreteria del PD e chiedi di partecipare all'organizzazione di questo evento, sempre posto che Bersani non abbia intenzione di consultarti in questi giorni.
Non è tempo di infantilismi, è arrivato il momento di dimostrare che esiste una sinistra che è unita che è alternativa a questa maggioranza, una sinistra che si candida a governare.

Andare soltanto alla manifestazione del sindacato, e basta, ha il sapore dell'operazione elettorale, un modo per dire ai partecipanti di quel corteo che "Sinistra e libertà" è l'alfiere dei loro interessi. Ma tra quegli operai e non che parteciperanno ci saranno gente del PD e RC e poi l'IDV.
In ogni caso l'alfiere delle lotte sindacali è e resta il sindacato.
Il rischio è che partecipare,forse, potrebbe portarci dei voti, ma sarebbe poi difficile ricucire con il PD.

Non basta essere dei grandi comunicatori per guidare il Paese, questo lo abbiamo avuto ma non ci ha portato lontano, occorrre un uomo che dia la dimostrazione di essere il necessario collante per tenere unite tutte le anime della sinistra, controbilanciando un centro che, sicuramente, avrà un suo peso nel prossimo governo.

Caro compagno, non commettiamo l'errore di pensare di essere i monopolisti di un'idea di sinistra, altrimenti perdiamo e la colpa di questa sconfitta ricadrà su chi non ha cercato l'unità.
C'è tempo, ma non bisogna perderne altro, per ricomporre i pezzi di un puzzle che ci farà vincere, ma ti prego non pensare che il tuo nome sia una garanzia sufficiente a garantire la presenza della sinistra (quale?) capace di essere vincente.


http://pensieriliberidiviaggiare.over-blog.it/article-caro-vendola-ti-scrivo-perche-credo-che-tu-stia-sbagliando-60453477.html

martedì 19 gennaio 2010

Tonino lo zerozero sette......................

Tonino 007 superbond
di Antonio Di Pietro |
19 gennaio 2010, 10:02 |
Politica



Capperi, chi l’avrebbe mai detto!

Oggi, stando a quanto dicono i giornali (non tutti, solo i soliti due compagni di merende), ho scoperto di essere stato, e forse di esserlo ancora, un importante agente dei servizi segreti italiani ed internazionali, in particolare del SISMI e della CIA.

Non ero mica uno qualsiasi.

In veste di agente Sismi, mi sarei recato, quatto-quatto, alla fine del 1994, nelle lontane isole Seychelles, in compagnia di una conturbante “bionda”, come nei migliori film di James Bond, per arrestare il noto latitante Francesco Pazienza, in combutta anch’egli con i servizi di mezzo mondo e ricercato dalla magistratura italiana proprio perché aveva creato un SuperSismi cattivo e segreto che voleva sconfiggere quello buono. Ma, dicono i nostri cronisti, grazie a Dio, quello buono – agli ordini dell’ammiraglio Martini e dell’allora Presidente del Consiglio Craxi – poteva contare su di me, super agente senza macchia e senza paura che, armato di macchina fotografica e cavalletto, ero andato a stanarlo nel suo rifugio segreto.

Non è finita, ho fatto di più: nel 1992, questa volta su ordine e disposizione della CIA, ho messo in piedi l’operazione Mani Pulite, ben più articolata e pericolosa della tua Operazione Tuono, caro collega James. M.P. (nome in codice di Mani Pulite) consisteva nella volontà dei Presidenti degli Stati Uniti dell’epoca di volersi sbarazzare della classe politica italiana, che loro consideravano corrotta ed inaffidabile e, soprattutto, contraria agli interessi americani, dopo il rifiuto di Craxi di prestarsi all’operazione Sigonella.

In pratica, i massimi strateghi USA, dopo aver a lungo riflettuto su come fare per liberarsi del CAF italiano (Craxi-Andreotti-Forlani) e dei loro portaborse e sodali a tutti i livelli, e non potendo più ricorrere alla bomba atomica, escogitarono un piano diabolico (evidentemente in accordo con una parte della intellighenzia italiana), richiamarono un loro super-agente segreto, dislocato in Germania sotto le mentite spoglie di operaio metalmeccanico. Costui si faceva chiamare “Tonino” ed era un agente così segreto, ma così segreto, che non sapeva nemmeno parlare bene l’italiano, figurarsi l’inglese.

Gli spioni d’oltreoceano e nostrani però lo indottrinarono per bene, ma così per bene che riuscì a laurearsi in pochissimo tempo (praticamente quasi un anno prima di quanto facevano i migliori studenti italiani). Superò – sempre grazie ai servizi segreti, si intende – dapprima il concorso da segretario comunale, perché doveva capire come muoversi nei meandri della Pubblica amministrazione italiana.

Poi vinse anche il concorso da Commissario di Polizia e fu immediatamente inviato, così tanto per farsi le ossa, nei reparti antiterrorismo del generale Dalla Chiesa e del questore Plantone, mica scherzi (non fa niente se le date non tornano)! Quando l’intelligence americana ritenne che oramai il nostro uomo era pronto, Tonino fu mandato a fare il concorso in magistratura, che ovviamente vinse (d’altronde non ci voleva niente per vincere un concorso presieduto dall’allora giudice Corrado Carnevale, bastava convincerlo con un piccolo piagnisteo). Così l’operazione M.P.

può finalmente partire. Dapprima viene usato come esca l’ignaro Luca Magni, (quello della mazzetta a Mario Chiesa, ricordate?).

Poi, mano a mano, con precisione chirurgica e pazienza certosina, il nostro Tonino (che nel frattempo ha assunto il nome di Antonio Di Pietro e le sembianze di Sostituto Procuratore della Repubblica a Milano) risale la china fino a quando tutti gli esponenti politici italiani della famigerata Prima Repubblica non graditi agli americani (e nemmeno ai russi, che nel frattempo, a causa della caduta del muro di Berlino erano diventati amici) vennero messi in condizione di non nuocere (perché arrestati o rifugiati all’estero e anche, se proprio era necessario, “lasciati suicidare” tanto gli agenti segreti hanno licenza di uccidere, che diamine). Ovviamente ToninosuperBond non fece tutto da solo ma si servì anche di diversi stretti collaboratori (consenzienti o raggirati lo scopriremo alla prossima puntata), del calibro di Francesco Saverio Borrelli, Piercamillo Davigo, Gherardo Colombo e una miriade di selezionatissimi collaboratori ed investigatori. Capperi, mi sono detto! Tutto questo sono stato io e nemmeno me ne sono accorto!


Quasi, quasi, non smentisco nulla e lo lascio credere: finirei nella storia come il più grande agente segreto di tutti i tempi! Peccato che – a finire nella storia – rischia di esser la più grossa balla del secolo, inventata dai soliti noti pennivendoli berlusconiani ed oggi rilanciata perfino dagli amici di Craxi in pellegrinaggio ad Hammamet.
Come si fa a spiegare a questi quattro mentecatti che la verità è molto, ma molto più semplice e banale?

Nel 1984 (e non nel 94, come riportato dai soliti maestri della disinformazione) mi trovavo sì alle Seychelles ma per le vacanze natalizie insieme a mia moglie (sì è vero, era ed è bionda e bella, ma era ed è pur sempre e solo mia moglie).

Ci siamo fermati una sera a casa di un amico fotografo italiano e qui conoscemmo anche altre persone che segnalarono – fra una chiacchiera e l’altra – che nell’isola c’era anche un noto latitante italiano, appunto Francesco Pazienza.
Io appuntai la notizia e quando tornai in Italia feci quello che avrebbe fatto e dovrebbe fare qualsiasi cittadino italiano, specie se Pubblico Ufficiale (ed io ero addirittura un magistrato): informare immediatamente le competenti Autorità.

Fu solo per questa ragione che scrissi una relazione e la inviai al Dr. Sica, che era il magistrato che stava indagando proprio su Francesco Pazienza e che ne aveva disposto la cattura e le ricerche.
Ma ve lo immaginate un agente segreto del “SISMI ufficiale” della portata sopra descritta che si mette a fare una relazione scritta con tanto di nome e cognome, alla fine di un lavoro fantasioso?
Recarsi in terra straniera per intercettare un altro agente del “SISMI deviato”, rischiando di morire ammazzato, se non fosse intervenuto lo stesso agente “deviato” a salvarlo (sì, perché anche quest’altra panzana hanno raccontato i nostri autori di fotoromanzi che si sono bevuti le fantasticherie di un imbroglione del calibro di Pazienza che, come tutti sanno, una ne faceva e 100 ne inventava!).

Quanto all’inchiesta Mani Pulite quel lavoro è ed è stato sotto gli occhi di tutti, perché tutti hanno potuto seguire in diretta l’evolversi dell’inchiesta.

Le tangenti non le abbiamo inventate noi del Pool Mani Pulite, c’erano davvero. Ed io ed i miei colleghi, proprio e solo perché facevamo i magistrati, non potevamo fare altro che il nostro dovere.

A meno che non si voglia far credere che anche gli oltre 2.000 miliardi di vecchie lire che sequestrammo, mi furono dati sottobanco dagli americani, perché appunto non solo scoprimmo che all’epoca di Tangentopoli giravano tante tangenti, ma ne sequestrammo anche un bel po’ e quei soldi stanno lì come pietre a dimostrare la bontà del nostro lavoro.

Morale della favola: ma perché “due giornali, due”, con tutte le tragedie che succedono nel mondo, terremoto ad Haiti compreso, bruciano le prime 3-4 pagine del quotidiano per sparare simili cavolate? Attendo risposta (dagli altri, ovviamente, non da quei due che non hanno nemmeno il senso del ridicolo)”.